Il Tempio di Sethi I: centro del culto di Osiride

 

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Centro del culto di Osiride, dio dei morti, Abido (Abydos) era ritenuta la città egiziana più sacra ai tempi dei faraoni. Luogo di pellegrinaggio dei antichi egizi, si credeva che l’ingresso all’Aldila si trovasse nelle colline desertiche a ovest di questo sito.

Le credenze religiose e funerarie legate al luogo portarono molti faraoni a farsi erigere dei monumenti sepolcrali ad Abydos, che un tempo copriva un’immensa area con numerosi cimiteri antichi, laghi e templi, tra i quali il tempio di Osiride. Oggi tutto ciò che resta da vedere è l’imponente cenotafio di Sethi I, della XIX dinastia, costruito tra il 1294 e il 1279 a.C, uno dei templi meglio conservati di tutto l’Egitto.

Il tempio di Sethi I

Sorgono qui le vestigia di molti complessi, ma il più completo e il più ammirato, dalla sua scoperta avvenuta verso il 1830, è il tempio di Sethi I dedicato a Osiride. Secondo sovrano della XIX Dinastia, Sethi I ascese al trono circa 30 anni dopo la caduta del regno di Akhenaton. Questo tempio funerario, realizzato in calcare bianco, possiede alcuni dei più pregiati bassorilievi del Nuovo Regno.

Sethi I si dimostrò instancabile nel cancellare ogni traccia del precedente faraone “eretico” e fu ampiamente coronato da successo ponendo le basi di una nuova epoca aurea, consolidata e sviluppata dal figlio e successore Ramesses II.

In realta, fu quest’ultimo che in gran parte completò il tempio di Abydos. Quasi nulla si e conservato del pilone d’ingresso e dei due cortili anteriori del tempio, cui attualmente si accede attraverso un portico che immette direttamente nelle due sale ipostile.

Dettagliati rilievi ricoprono le pareti delle sette cappelle tanti dei quali preservano tuttora la loro vivace colorazione. La parete di fondo di ognuna di esse conduce ad una falsa-porta, tranne quella di Osiride, dove una vera porta da accesso a una serie di santuari interni.

Dalla seconda sala ipostila parte un lungo corridoio comunicante con l’ala sud del tempio. Una parete di questo corridoio ha un rilievo di delicata fattura raffigurante Sethi I e Ramesse II nell’atto di catturare un toro con una corda, mentre su quella opposta figura la cosiddetta “Lista dei Re”.

Partendo da Menes, fondatore dell’Egitto dinastico, e inciso l’elenco di 76 faraoni che precedettero Sethi I in ordine non sempre cronologico. Non vi figurano i nomi dei regnanti poco graditi nell’epoca, quali Hatshepsut, Akhenaton e quelli dei suoi eredi.

Ma gli egittologi si fermano qui, al 3000 a.c., senza prendere in considerazione l’altro lato della parete in cui Sethi dice al figlio Ramesse:” questo è ciò che accadde molto prima del regno di Menes, migliaia e migliaia di anni fa, quando la terra d’Egitto era governata da Dei e da Semidei”.

 

 

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